Indennità NASpI per i soggetti che si recano all’estero: spettanza e regole di condizionalità

I chiarimenti dell’Inps in materia di indennità di NASpI nel caso di beneficiari che espatriano o soggiornano all’estero per la ricerca di un lavoro o per motivi diversi

In materia di indennizzabilità dei disoccupati che espatriano o soggiornano all’estero per la ricerca di un lavoro o per motivi diversi, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha innovato l’orientamento fino ad ora seguito dall’Inps, superando la diversità di conseguenze legate alle specifiche motivazioni che inducono il soggetto percettore di NASpI a recarsi al di fuori del territorio Italiano.
Nella sostanza, dunque, nei confronti dei beneficiari di prestazione NASpI che si rechino in altro paese dell’Unione Europea alla ricerca di un’occupazione, trova applicazione lo speciale regime di sicurezza sociale che permette, una volta espletati specifici adempimenti, l’esportabilità dell’indennità di disoccupazione con il conseguente diritto a continuare a percepire all’estero e a carico dell’Italia, per un massimo di tre mesi, la prestazione ottenuta in Italia. Per il suddetto periodo, tuttavia, essendo prevalente la necessità di assicurare il beneficio in capo al percettore rispetto agli obblighi di condizionalità, il medesimo lavoratore è esonerato dal rispetto delle regole di condizionalità previste per la generalità dei lavoratori. Dal primo giorno del quarto mese, invece, anche i beneficiari di prestazione NASpI, che si sono recati in altro paese dell’Unione Europea alla ricerca di un’occupazione e che vi si trattengano, conservano solo il diritto a percepire la prestazione, ma tornano ad essere obbligati al rispetto dei meccanismi di condizionalità previsti dalla legislazione italiana la cui violazione comporta l’applicazione delle conseguenti misure sanzionatorie.