Regole delle istanze di interpello per il Gruppo IVA


Forniti chiarimenti sulle modalità di presentazione delle istanze di interpello probatorio, in particolare sull’ammissibilità delle istanze presentate in data anteriore all’esercizio dell’opzione per la costituzione di un gruppo IVA e di quelle ad oggetto plurimo, sui soggetti legittimati e su quelli la cui sottoscrizione è necessaria ai fini della regolarità degli interpelli (Agenzia delle Entrate – Risoluzione 10 luglio 2018, n. 54/E).

Il previo esercizio dell’opzione per la costituzione del Gruppo IVA non costituisce condizione per la valida presentazione degli interpelli. L’inammissibilità di istanze antecedenti la formazione di un soggetto passivo d’imposta unico determinerebbe, infatti, l’inclusione nel Gruppo IVA di soggetti passivi privi dei requisiti già al momento della opzione, così come l’esclusione di entità in possesso degli stessi alla data della dichiarazione di costituzione.
La legittimazione alla presentazione delle istanze di interpello è riconosciuta sia al soggetto passivo d’imposta rispetto al quale si voglia dimostrare l’insussistenza del vincolo economico o di quello organizzativo o la sussistenza di quello economico, sia al rappresentante del Gruppo IVA costituendo o costituito.
Per la regolare presentazione dell’interpello è richiesta, dunque, la sottoscrizione sia del rappresentante del Gruppo IVA costituito o del futuro rappresentante del Gruppo IVA costituendo, sia del membro di cui si vuole provare il difetto o il possesso di un requisito di partecipazione.
La duplice sottoscrizione è funzionale alla rappresentazione complessiva della rete dei soggetti passivi interessati alla formazione di un Gruppo IVA, che solo il rappresentante può fornire. Al riguardo è opportuno evidenziare che i vincoli cui è subordinata la possibilità di considerare più persone, giuridicamente indipendenti, alla stregua di un unico soggetto passivo d’imposta, vanno accertati in una dimensione olistica e che la prova della loro sussistenza o insussistenza non può essere raggiunta avendo riguardo unicamente alla situazione dei singoli componenti di un gruppo.
Ciò non di meno, al fine di evitare procrastinamenti dei termini di risposta in conseguenza di richieste di regolarizzazione ed agevolare la programmazione degli operatori economici che in ragione dell’interesse all’attivazione del regime a decorrere dal 1° gennaio 2019 hanno già inoltrato i loro interpelli, fino alla pubblicazione delle indicazioni contenute nel presente documento si considerano validamente presentate anche le istanze sottoscritte unicamente dal membro del Gruppo costituendo e non anche dal futuro rappresentante.
La presentazione dell’istanza di interpello da parte del futuro rappresentante non obbliga quest’ultimo all’esercizio dell’opzione di costituzione del Gruppo IVA.
L’esito dell’interpello può, infatti, incidere, come anzi evidenziato, sul giudizio degli operatori economici in ordine all’opportunità dell’attivazione del regime.
Per esigenze semplificatorie e per agevolare valutazioni complessive si ammette la presentazione di un’unica istanza per la espunzione di più soggetti passivi d’imposta da uno stesso Gruppo IVA o per la inclusione nel medesimo.
Le istanze ad oggetto plurimo dovranno essere sottoscritte, oltre che dal rappresentante del Gruppo IVA costituendo o costituito, da ciascuno dei membri rispetto ai quali voglia fornirsi prova contraria alla operatività delle presunzioni di legge.